Il regno degli uomini
Narrare quel che nessuno osa: l'oppressione sugli altri
Il mondo di chi, da sempre, guadagna sulla vita (e la morte) degli animali e quello di chi invece prova a salvarli: nel nuovo libro di Maurizio Torchio, La peggior specie (Sellerio, 312 pagine, 17 euro), tutto inizia — e precipita — con un video, registrato di nascosto, e mandato in onda sulla tv generalista in fascia protetta. Nel filmato vengono mostrate le violenze compiute in un piccolo allevamento di maiali, nelle Langhe, in Piemonte, dotato di mattatoio. Il proprietario dell'azienda, nel tentativo di gestire il danno d'immagine e la crisi in arrivo, contatta quello che diventa il protagonista del romanzo, "lo specialista".
Muovendosi tra operai, attivisti antispecísti e comunità post-rurale, l'uomo viene trascinato nel grande rimosso della nostra società: l'oppressione dell'uomo sulle altre specie, ma anche quella dell'uomo sull'uomo. Con una lingua intensa ed elegante, Torchio si inoltra in uno dei territori meno esplorati dalla narrativa contemporanea, e lo fa con una struttura sapiente e un incastro progressivo generato dalle tensioni tra i diversi punti di vista in gioco. Il dilemma etico si fonde con la critica sociale e la questione di classe: senza mai semplificare il conflitto, il lettore viene accompagnato nel cuore della trasformazione necessaria: quella che sostituisca, un giorno, la logica del potere e del dominio con la cura e la responsabilità. Finalmente un romanzo italiano che si assume il rischio di raccontare lì dove quasi nessuno osa: La peggior specie è un libro capace di inventare una storia più grande di quelle in cui si specchia, di solito, il piccolo, prepotente regno degli esseri umani. E lo fa con la ricchezza espressiva, la grazia e l'intuito del grande narratore.
Jonathan Bazzi
d - La Repubblica, 18 aprile 2026
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