Reagire diversamente

Come cambiano i nostri sentimenti e idee morali, e i comportamenti che a questi sono associati? E come ci rendiamo conto di queste trasformazioni? Il romanzo di Maurizio Torchio può dare una risposta a queste domande. La dà non perché sia un trattato di filosofia morale o di sociologia, ma per la storia che racconta e per il desiderio del suo autore di concepirla e narrarla. Torchio inventa, con un andamento da spy story, una vicenda che è tanto frutto di fantasia quanto del tutto realistica. Nelle pagine di La peggior specie si racconta della ricerca di un infiltrato in un grande allevamento di maiali che, con immagini rubate, svela la crudeltà dell’allevamento dei suini. Allevatori, animalisti, lavoratori, investigatori sotto copertura e semplici cittadini entrano sulla scena di una storia i cui i veri protagonisti sono i soggetti più deboli, ovvero i maiali che a migliaia – in un ciclo continuo senza soste – nascono, crescono e vengono uccisi fra le mura di un allevamento per diventare cibo per la nostra specie.

Il fatto che oggi un autore italiano scriva un romanzo (bello e coinvolgente) di questo tipo ci dice qualcosa sulle domande sollevate sopra. Qualche anno fa Amitav Ghosh in La grande cecità (2016: Neri Pozza, 2017) rifletteva sulla difficoltà dei narratori di raccontare la catastrofe (ormai non solo possibile, ma già in atto) del cambiamento climatico. A distanza di qualche anno possiamo dire che Ghosh è stato smentito, dal momento che oggi la letteratura sempre più mette al centro delle proprie storie il disastro dell’ambiente e del clima (per l’Italia basterebbe ricordare il lavoro di Bruno Arpaia). La condizione degli animali usati dagli umani può essere considerata es- sa stessa oggetto di una cecità che lentamente sta dando qualche segno di “guarigione”. Il romanzo di Torchio ne è una prova. Ciò non significa che si debba prendere questo lavoro come un’opera “a tesi”, se non peggio di “pedagogia morale” nel senso più rozzo, ovvero di moralismo. Ne è una prova perché testimonia che la questione della legittimità degli usi che facciamo degli animali è ormai parte della nostra vita comune. In quanto tale essa diventa anche parte delle storie che narriamo.

Che storie del genere siano raccontate è segno di un cambiamento in atto, ma anche a sua volta causa di ulteriori trasformazioni. Il lettore del romanzo di Torchio non potrà fare a meno di riflettere su quello che gli animali patiscono negli usi che gli umani ne fanno. E questo accadrà non solo perché l’autore mostra, sollecitando l’immaginazione e la simpatia, la vita dei maiali destinati a diventare quella carne e quegli insaccati ai quali per molti sembra difficilissimo poter rinunciare. Ciò accade perché racconta le storie di umani che si sono trovati a vedere gli animali diversamente e a decidere di fare qualcosa perché certi loro usi cessino. Gli “animalisti” che popolano il romanzo non sono certo santi o figure prive di contraddizioni, ma le loro sono storie di modi di vivere diversi da quelli consolidati e ancora largamente predominanti nella nostra società. La peggior specie sollecita la fantasia del lettore verso forme di vita nuove, ma lo spinge anche a considerare la stratificazione e la complessità dei modi in cui gli umani interagiscono con gli animali. Allevatori e lavoratori della produzione animale non sono riducibili a mostri genocidi o a volenterosi carnefici dell’orrore.

Come già faceva, con stile e forma diversa, Jonathan Safran Foer in Se niente importa (2009: Guanda, 2010), Torchio mette il lettore di fronte a una realtà meno semplice – ma proprio per questo più interessante e ricca di risorse per il cambiamento – di quella che spesso emerge in altri contesti. Torchio non fa pedagogia morale. Racconta una storia che porta il lettore a esplorare territori forse nuovi o a leggere e sentire in modo diverso spazi già esplorati. Cambiare sguardo con l’immaginazione è la premessa di ogni cambiamento morale, ovvero del reagire diversamente a qualcosa che prima si sentiva altrimenti.

Simone Pollo

L'Indice dei Libri del Mese, Giugno 2026

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